Un recente studio condotto dai ricercatori della Radboud University e di altre istituzioni internazionali, sfida l’idea che l’IA generale (l’AGI) sia inevitabile.
Pubblicato sulla rivista “Computational Brain & Behavior”, il documento evidenzia come le affermazioni delle grandi aziende tecnologiche come OpenAI e Google DeepMind, siano spesso esagerate. Gli studiosi sostengono che, nonostante scenari ideali in cui gli ingegneri avrebbero accesso a risorse illimitate, la complessità della cognizione umana è troppo vasta per essere replicata con l’apprendimento automatico. “Non esisterà mai una potenza di calcolo sufficiente”, spiegano gli autori, sottolineando che continuare su questa strada è uno spreco di risorse.
L’articolo mette in luce l’importanza di sviluppare una competenza critica nei confronti dell’IA. Secondo Iris van Rooij, autrice principale, la scienza cognitiva è essenziale per valutare realisticamente le potenzialità dell’IA, che viene spesso sopravvalutata rispetto alla cognizione umana.
Leggi l’articolo completo: Don’t believe the hype: AGI is far from inevitable su ru.nl.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

