Lo studio legale Butler Snow, incaricato e lautamente pagato dallo stato dell’Alabama per difendere il sistema carcerario, è finito sotto inchiesta dopo aver presentato in tribunale citazioni giuridiche false generate da ChatGPT. L’avvocato Matthew Reeves ha ammesso di aver usato l’intelligenza artificiale per costruire la propria argomentazione senza verificarne le fonti, inserendo così nei documenti ufficiali quattro casi completamente inventati.
L’episodio mette in luce i rischi sempre più evidenti dell’uso dell’AI nel settore legale. E non si tratta di un caso isolato: secondo un database internazionale che monitora il fenomeno delle “allucinazioni AI” nei documenti giudiziari, i casi registrati sono già 106 a livello globale. Il ricercatore parigino Damien Charlotin, che segue da vicino l’evoluzione del fenomeno, nota un’accelerazione preoccupante durante le ultime settimane rispetto al passato.
Le sanzioni per questo tipo di negligenza vanno dalle multe alle sospensioni, con pene più severe nei confronti degli avvocati che non si assumono responsabilità per gli errori. Tuttavia, secondo la giudice federale Anna Manasco, questo caso dimostra che le punizioni attuali non sono sufficienti a prevenire l’abuso dell’AI nei tribunali.
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