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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Artificial, il film di Luca Guadagnino su OpenAI

Foto di Luca Guadagnino alla conferenza stampa del film Call me by your name

Quando il cinema interroga l’intelligenza artificiale

La realtà supera la finzione e il cinema risponde, provando a darle forma. È quello che sta accadendo con Artificial, il nuovo progetto cinematografico che potrebbe essere diretto da Luca Guadagnino, regista italiano di fama internazionale, noto per opere come Call Me by Your Name e Challengers. Il film racconterà una delle vicende più controverse e opache del mondo tech contemporaneo: la crisi interna di OpenAI del 2023, culminata con il licenziamento e il reintegro, nel giro di pochi giorni, del CEO Sam Altman.

Un episodio che ha scosso l’industria globale dell’intelligenza artificiale e che, ancora oggi, è avvolto da interrogativi sulle reali motivazioni: scelte etiche? scontri di potere? divergenze sulla direzione dello sviluppo tecnologico? Tutti elementi che fanno di Artificial non solo un biopic aziendale, ma un film politico e filosofico travestito da dramma tech.

OpenAI, etica e potere: una sceneggiatura scritta dalla realtà

La sceneggiatura è affidata a Simon Rich, scrittore e sceneggiatore che ha già sperimentato la commistione tra letteratura e intelligenza artificiale con I Am Code, un libro di poesie generate da IA. La trama del film si concentrerà su quella settimana convulsa in cui OpenAI vide alternarsi tre CEO, una ribellione interna, l’intervento preoccupato di Microsoft e una disputa aperta sul futuro dell’IA: dovrà essere uno strumento etico, controllabile, o spingere senza freni verso la cosiddetta AGI, l’intelligenza artificiale generale?

Tra i temi centrali del film ci sarà proprio questo: chi decide come deve evolvere l’intelligenza artificiale? E con quali responsabilità? Una domanda urgente, che supera i confini della Silicon Valley e arriva dritta nei cinema, grazie anche al fatto che una parte delle riprese si terrà in Italia. Il titolo, Artificial, è già un manifesto.

Il cinema come specchio (e coscienza) del presente

Negli ultimi anni l’industria cinematografica ha mostrato un crescente interesse per l’intelligenza artificiale. Non solo per le tecnologie che ne influenzano la produzione e la distribuzione, ma anche e soprattutto per i racconti morali che essa porta con sé. Artificial si inserisce in una nuova ondata di film dedicati all’IA: nel 2024 è stato annunciato un thriller diretto da Joseph Gordon-Levitt con Anne Hathaway, mentre Joe Wright dirigerà Alignment, storia di una IA subdola e pericolosa.

Questa nuova narrazione cinematografica non è fantascienza classica: non immagina futuri distopici, ma analizza il nostro presente iperconnesso, in cui le decisioni di un board aziendale possono modificare il destino dell’umanità. Il cinema, in questo contesto, diventa uno strumento fondamentale per rivelare, raccontare, mettere in discussione ciò che spesso resta opaco o tecnico per il grande pubblico.

Il cast: Garfield, Barbaro e Borisov in trattative

Secondo The Hollywood Reporter, tra le persone candidate per il cast ci sarebbero Andrew Garfield nei panni di Sam Altman, Monica Barbaro nel ruolo della CTO Mira Murati e Yura Borisov come Ilya Sutskever, uno degli scienziati coinvolti nella vicenda. Un trio che promette intensità, conflitto e profondità, all’altezza della storia che si vuole raccontare.

Amazon avrebbe accelerato la produzione, con le riprese previste per l’estate tra San Francisco e alcune location italiane. Un segno ulteriore dell’interesse globale verso i temi dell’intelligenza artificiale e del desiderio di decifrarli anche attraverso l’immaginario culturale.

Quando la cultura incontra l’algoritmo

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale genera testi, immagini e persino sceneggiature, la scelta di raccontare una storia sull’IA attraverso la sensibilità del cinema umano è un gesto politico e culturale. Guadagnino, con la sua poetica visiva e l’attenzione per le emozioni, potrebbe dare voce a ciò che negli algoritmi non si può codificare: il dubbio, l’ambivalenza, la responsabilità.

Leggi qui l’articolo completo: Luca Guadagnino tra i nomi per girare un film su OpenAI

Foto: Luca Guadagnino alla conferenza stampa di “Call Me by Your Name” (Berlinale 2017). Foto di Siebbi – Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

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