Richard Beard, autore britannico pluripremiato, stava scrivendo il suo memoir autobiografico quando ha finito per inventare un modello editoriale completamente nuovo: The Universal Turing Machine è sia il titolo della sua opera che di un ambizioso progetto collettivo.
In questo titolo la sua storia di vita è organizzata come una scacchiera di 64 quadrati, uno per ogni anno vissuto e declinato in mille parole, in cui i lettori si possono muovere e, dunque, tra i ricordi, seguendo il movimento del cavallo degli scacchi oppure scegliendo liberamente il percorso di lettura. “Il modo in cui ti muovi, quello che vuoi sapere, ti dirà qualcosa su te stesso“, spiega l’autore. Il progetto, difatti, invita chiunque a contribuire con il proprio memoir seguendo le stesse regole: 64 anni di vita, massimo mille parole per anno, di modo che ogni storia diventa un quadrato cliccabile in una griglia che cresce continuamente, formando una vera “macchina” di memorie umane.
Per rafforzare la sua visione, Beard richiama il test di Turing, affermando che “scrivendo il tuo memoir stai superando il test di Turing”. Questo in quanto si dimostra il portato umano attraverso la vita vissuta e i ricordi che ciascuno di noi possiede, rappresentando una sorta di resistenza ai contenuti sempre di più generati con l’IA.
Leggi l’articolo completo ‘A resistance to AI’: The author inviting readers to contribute to a mass memoir su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/09/2025).

