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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Capacità intellettive, gli esperti si interrogano sull’impatto dell’IA

Una donna seduta al pc

La tendenza crescente a delegare compiti cognitivi agli strumenti di intelligenza artificiale porta gli esperti a interrogarsi sull’impatto che questo fenomeno potrebbe avere sulle capacità intellettive e creative umane. Diversi studi hanno già mostrato che il cosiddetto effetto Flynn – l’aumento progressivo del QI generazionale osservato dal 1930 – ha subito un’inversione in diversi paesi, mostrando un calo dal 1980 al 2008. In questo contesto, il concetto di “cognitive offloading”, ovvero la tendenza a delegare sforzi cognitivi all’IA, emerge come un elemento critico nel dibattito scientifico.

Alcuni studi confermano infatti una correlazione tra l’uso frequente dell’IA e la riduzione del pensiero critico. Una ricerca condotta da Michael Gerlich ha rilevato punteggi inferiori nelle capacità di pensiero critico tra gli utenti abituali di strumenti di IA rispetto a gruppi meno dipendenti dalla tecnologia. Un altro studio di Microsoft e Carnegie Mellon University mostra che il ricorso all’IA nei contesti professionali, pur aumentando l’efficienza, inibisce il pensiero critico e favorisce una dipendenza a lungo termine dalla tecnologia, compromettendo la capacità di risolvere problemi autonomamente.

Per quanto riguarda la creatività, se da un lato gli strumenti generativi facilitano la produzione di idee, dall’altro ne riducono diversità e originalità. Robert Sternberg (Cornell University) sottolinea che l’IA generativa tende a ricombinare idee esistenti, ed è per questo inadeguata per giungere a soluzioni innovative. Secondo lui, dovremmo smettere di chiederci cosa l’IA può fare per noi e iniziare a chiederci cosa ci sta facendo. Il suo suggerimento consiste nel “riumanizzare” l’apprendimento, valorizzando il pensiero critico e l’intuizione.

Leggi l’articolo completo “‘Don’t ask what AI can do for us, ask what it is doing to us’: are ChatGPT and co harming human intelligence?” su The Guardian

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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