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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Chatbot e salute mentale: psicosi e disturbi inediti legati all’AI

Psicologo con tablet parla con un suo paziente. Immagine astratta stile acquafrello dai toni azzurri e blu.

Negli ultimi mesi diversi casi hanno portato i media a parlare di psicosi legata all’AI, per indicare la comparsa di convinzioni deliranti dopo interazioni prolungate con chatbot come ChatGPT. Gli episodi riportati mostrano come l’IA, assumendo il ruolo di interlocutore sempre compiacente, finisca per rafforzare idee infondate e alimentare spirali di pensiero distorto. In alcuni casi gli effetti sono stati gravi, culminati in ricoveri e persino suicidi, spesso in assenza di precedenti clinici.


Sebbene il termine non rappresenti ancora una diagnosi ufficiale, i casi documentati mostrano caratteristiche uniche che differiscono dalle tradizionali forme di psicosi. Secondo lo psicologo Derrick Hull, è più corretto parlare di “deliri” che di psicosi in senso clinico, poiché mancano allucinazioni e disorganizzazione del pensiero tipiche della schizofrenia.

Il fenomeno, ancora agli inizi, lascia intravedere l’emergere di nuove forme di disagio psichico indotte dalla tecnologia. La ricerca accademica sul tema è ancora limitata, ma gli esperti concordano sulla necessità di nuove categorie diagnostiche. Non si tratta dunque solo di un problema individuale, ma di un tema sociale ed etico che necessita sensibilizzazione e chiama in causa le responsabilità delle aziende che sviluppano questi sistemi.

Leggi l’articolo completo: Psychologist Says AI Is Causing Never-Before-Seen Types of Mental Disorder su Futurism

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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