La vicenda virale dei due amanti beccati al concerto dei Coldplay ci ha insegnato che viviamo in un costante stato di sorveglianza, con telecamere sempre puntate e strumenti di riconoscimento facciale a disposizione di tutti.
Uno dei più famosi è PimEyes, fondato nel 2017 da due sviluppatori polacchi. Il sito sfrutta un software che confronta le foto caricate con quelle pubblicate online su siti, blog e archivi, ma non sui social media. Nelle intenzioni, lo strumento in questione dichiara di salvaguarda la privacy, in quanto permette di scoprire se la nostra immagine è usata senza consenso. Nonostante ciò, però, dietro questa trasparenza apparente, però, i controlli non sono altrettanto robusti: basta caricare una foto e accettare i termini di servizio e in pochi secondi il software scava nei meandri dimenticati di internet.
Dunque, dato che l’obiettivo dichiarato non sia cercare l’identità esatta di una persona, quanto piuttosto trovare siti web dove sono pubblicate immagini simili, questa differenza sottile mantiene il servizio in una zona grigia di legalità in cui i malintenzionati possono aggirare facilmente le regole per identificare sconosciuti.
Leggi l’articolo completo Cos’è PimEyes, l’app di riconoscimento facciale che forse è stata usata per identificare gli amanti del concerto dei Coldplay su Il Corriere della Sera.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (20/07/2025).

