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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Il nuovo desiderio è compiacere le intelligenze artificiali

smile pixelato sullo schermo di un pc pieghevole aperto frontalmente. Immagine in stile disegno dai toni azzurrini

Un nuovo studio pubblicato su PNAS da Goergen e dei suoi colleghi dimostra che il solo pensiero di essere valutati da un’intelligenza artificiale è sufficiente a modificare il comportamento umano. Quando le persone credono che a giudicarle sia una macchina, tendono a enfatizzare le proprie capacità analitiche, basandosi meno su emozioni o intuizioni.

La dinamica sembra essere chiara. Proprio come le persone si adattano al giudizio di un selezionatore umano immaginando le sue preferenze, allo stesso modo sembrano modellare la propria performance quando presumono che il valutatore sia un algoritmo. È stato soprannominato l’“effetto valutazione IA”.

Attraverso una serie di esperimenti condotti su più di 13.000 partecipanti, i ricercatori hanno osservato che i candidati che si aspettavano una valutazione algoritmica si descrivevano come più razionali e meno intuitivi. Questa tendenza, spiegano, nasce da una “credenza laica” diffusa per cui si crede che l’IA premi competenze logico-analitiche e ignori quelle emotive. 

Leggi l’articolo completo: Performing for the Machine su theintelligentfriend.substack.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/03/2025).

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