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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Il compositore Tarik O’Regan e la sua visione sull’impatto dell’IA

immagine astratta di un pc da cui escono note musicali

Tarik O’Regan, compositore di musica classica, si chiede se stia guardando in faccia la propria estinzione. Come sostiene, difatti, la tecnologia sta rimodellando radicalmente il modo in cui facciamo musica, e mentre approfondiva questo tema per un documentario di Radio 3, ha iniziato a domandarsi se le organizzazioni creative abbiano davvero ragione a essere così ottimiste in merito all’avvento dell’IA.

Queste riflessioni sono nate a partire da un episodio. Durante un pomeriggio di giugno in una lussuosa villa di Hillsborough, nella Silicon Valley, tra pavimenti di marmo e giardini zen, il compositore e la sua produttrice Fay stavano registrando interviste per la BBC quando gli fu detto con tono sarcastico che tutti i creativi professionisti sarebbero presto esistiti solo come hobbisti. A questa provocazione, Fay intervenne turbata domando: “Quindi l’IA eliminerà il mio lavoro?“. Quel momento cambiò l’aria nella stanza. La conversazione, difatti, passò rapidamente dal parlare di come l’IA potesse aiutare le industrie creative al sentire quanto facilmente potesse sostituire ogni ruolo.

Oltre a quanto detto, le preoccupazioni di Tarik O’Regan aumentarono quando lesse dell’iniziativa del Royal Ballet and Opera sull’IA, in cui la narrazione, priva di ogni menzione all’etica, al consenso o alla perdita di eventuali posti di lavoro, si può racchiudere nella frase seguente del direttore artistico: “Possiamo mettere la testa sotto la sabbia o cavalcare l’onda“, sostenendo come anziché crogiolarsi su queste tematica sia bene, invece, accogliere positivamente e acriticamente questo cambiamento nell’attività creativa.

Leggi l’articolo completo ‘I’m a composer. Am I staring extinction in the face?’: classical music and AI su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/06/2025).

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