Una clausola contenuta nel disegno di legge di riconciliazione del bilancio 2025, presentato dai Repubblicani alla Camera, punta a sospendere per un decennio ogni iniziativa statale e locale di regolamentazione dell’IA. La misura, parte dell’“Iniziativa per la modernizzazione dell’intelligenza artificiale”, attribuirebbe in esclusiva al governo federale la supervisione dell’IA, nonostante l’assenza attuale di una normativa organica a livello nazionale.
La proposta arriva in un momento in cui gli Stati Uniti stanno assistendo a un’intensa attività normativa locale. Ad esempio solo nel 2024, infatti, 31 stati hanno approvato leggi sull’IA e 27 misure specifiche contro i deepfake.
I sostenitori della centralizzazione, come J.D. Vance o il deputato Jay Obernolte, evocano la necessità di evitare frammentazioni normative che ostacolerebbero l’innovazione e indebolirebbero la competitività americana rispetto alla Cina. I critici invece, tra cui il senatore Ed Markey, denunciano il rischio di un vuoto normativo che lascerebbe privi di tutele ambiente, minori e comunità vulnerabili.
Sul piano legale, la misura non convince per via di dubbi di costituzionalità legati al Decimo Emendamento e potrebbe innescare lunghe dispute legali. Anche la sua approvazione risulta incerta, la regola Byrd del Senato impone vincoli rigorosi per le leggi di bilancio e all’interno dello stesso Partito Repubblicano non manca la dissidenza.
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