Un gruppo di autori di alto profilo, tra cui Kai Bird, Jia Tolentino e Daniel Okrent, ha citato in giudizio Microsoft per l’uso illecito di circa 200.000 libri piratati per l’addestramento del modello generativo Megatron. La denuncia, depositata presso un tribunale federale di New York, sostiene che Microsoft avrebbe impiegato opere protette da copyright per costruire sistema capace di replicare temi, voce e sintassi degli originali. I ricorrenti chiedono un’ingiunzione per fermare l’utilizzo del modello e fino a 150.000 dollari di risarcimento per ciascuna opera coinvolta.
Il procedimento si aggiunge ad un panorama legale in fermento. Gli ultimi mesi sono infatti stati segnati da un’ondata di azioni contro le big tech per l’uso non autorizzato di contenuti coperti da copyright nei dataset di addestramento. La tempistica appare significativa: la denuncia arriva subito dopo una sentenza californiana che ha riconosciuto ad Anthropic il “fair use”, lasciando però aperta la questione della pirateria. Anche Meta ha ottenuto una vittoria tecnica in una causa simile, favorita però dalle debolezze argomentative dei querelanti.
Le aziende tech cercano di difendere quello che definiscono un uso trasformativo dei contenuti, che ricadrebbe appunto nel fair use. Sostengono inoltre che l’obbligo di pagare i detentori di copyright potrebbe ostacolare lo sviluppo dell’industria AI emergente. Sam Altman (OpenAI) ha affermato che senza l’uso di opere protette, creare ChatGPT sarebbe stato impossibile.
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