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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

La corsa agli agenti IA universali

Una mano robotica che sorregge il pianeta Terra

Nel 2022, mentre ChatGPT diventava virale, Hunter Lightman lavorava silenziosamente in un team di OpenAI che insegnava ai modelli a risolvere problemi matematici delle superiori. Quel gruppo, chiamato MathGen, è diventato la chiave per sviluppare i modelli di ragionamento che alimentano gli agenti IA di oggi.

Quello che ha contribuito alla diffusione di OpenAI è stata la combinazione dei modelli GPT con il reinforcement learning e una tecnica chiamata “computazione a tempo di test”, che dà all’IA tempo extra per pianificare prima di rispondere. Quanto appena detto, ha portato allo sviluppo del modello o1, lanciato nell’autunno 2024, capace di vincere medaglie d’oro alle Olimpiadi di Matematica.

A partire da questo quadro, dunque, l’obiettivo attuale è, invece, quello di creare agenti che facciano qualsiasi cosa per noi online: dalla spesa agli acquisti complessi. Difatti, nonostante allo stato di cose, gli LLM funzionino bene per compiti tecnici come il coding, faticano notevolmente ancora per attività soggettive e complesse che richiedono il giudizio umano. La competizione per il raggiungimento di quest’obiettivo si è intensificata quando Mark Zuckerberg ha reclutato cinque ricercatori chiave di OpenAI offrendo compensi oltre i 100 milioni di dollari, dando inizio ad una gara fantascientifica tra OpenAI, Google, Anthropic e Meta per creare il primo vero assistente universale che capisca intuitivamente cosa vogliamo senza dover specificare ogni dettaglio.

Leggi l’articolo completo Inside OpenAI’s quest to make AI do anything for you su TechCrunch.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/08/2025).

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