Un nuovo report di Rhodium Group rivela che i sistemi avanzati di energia geotermica potrebbero soddisfare quasi due terzi della domanda energetica dei nuovi data center entro il 2030. Nella parte occidentale degli Stati Uniti, dove le risorse geotermiche sono più abbondanti, questa tecnologia potrebbe addirittura coprire il 100% del fabbisogno energetico delle nuove strutture.
La geotermia avanzata sfrutta tecniche di perforazione più profonde ed efficienti rispetto ai metodi tradizionali, raggiungendo rocce a temperature superiori e generando così maggiore energia. Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, potrebbe fornire fino a 90 gigawatt di energia pulita nel solo territorio americano. Il settore sta vivendo una rapida espansione, trainata da startup che applicano conoscenze e tecnologie mutuate dall’industria petrolifera e del gas.
Dal punto di vista economico, l’energia geotermica presenta costi operativi molto bassi, rendendola competitiva con i costi energetici attuali dei data center. Attualmente, l’energia geotermica costa poco più di 75 dollari per megawattora. Quando la pianificazione dei siti tiene conto della disponibilità di risorse geotermiche i costi scendono fino a circa 50 dollari per megawattora, soprattutto con impianti “behind the meter”, ovvero collegati direttamente al cliente. Questo collegamento diretto, evitando la rete elettrica, riduce tempi di attesa e costi, rendendo questa opzione sempre più attraente per gli operatori del settore.
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