L’Italia ha approvato il suo disegno di legge sull’intelligenza artificiale, primo in Europa ad allinearsi completamente all’AI Act. Il Senato ha votato favorevolmente con 77 sì, 55 no e 2 astenuti, dopo l’ok della Camera dello scorso giugno.
La legge adotta un approccio antropocentrico che pone l’essere umano al centro delle decisioni, regolamentando l’uso dell’AI in settori strategici come lavoro, sanità e giustizia. La governance sarà affidata all’Agenzia per l’Italia Digitale e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con una strategia nazionale aggiornata ogni due anni. Un occhio di riguardo va verso il mondo del lavoro, in cui l’intelligenza artificiale potrà essere utilizzata per selezione del personale e la valutazione dei dipendenti, ma le aziende dovranno informare chiaramente i lavoratori. In ambito sanitario, l’IA, invece, non potrà mai selezionare i cittadini per l’accesso alle cure mediche, mentre in giustizia è vietato utilizzarla per scrivere sentenze o decidere pene. Inoltre, verranno introdotti nuovi reati contro i deepfake non etichettati, punibili con il carcere da 1 a 5 anni, e una tutela maggiore verso i minori, vietando l’uso dei loro dati senza consenso dei genitori.
Nonostante ciò, comunque, le opposizioni non sono mancate e denunciano principalmente la mancanza di fondi e la preoccupazione che questo nuovo disegno legislativo “consegni il controllo dell’IA direttamente al governo“, temendo abusi nella sorveglianza biometrica dei cittadini.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/09/2025).

