Negli Stati Uniti, l’uso dei chatbot basati sull’IA per informazioni sanitarie sta guadagnando terreno.
Infatti, un recente sondaggio della KFF rivela che circa un adulto su sei, e un quarto degli under 30, consulta mensilmente questi strumenti per chiarire dubbi medici. L’esperienza di Susan Sheridan, che ha ottenuto una diagnosi di paralisi di Bell grazie a ChatGPT (in quanto i medici da cui si era precedentemente recata, non erano inizialmente giunti a questa diagnosi), dimostra come questi strumenti possano offrire risposte rapide e, a volte, salvifiche.
Tuttavia, esperti come il dott. Benjamin Tolchin avvertono dei rischi associati. Nonostante i chatbot possano informare e chiarire, c’è il pericolo di una falsa sicurezza nei consigli forniti, che potrebbero non essere sempre accurati o aggiornati. Inoltre, è importante ricordarsi che frequentemente le IA sono soggette ad allucinazioni.
Leggi l’articolo completo: Dr. Chatbot Will See You Now su nytimes.com.

Immanine generata tramite DALL-E 3.

