A Shenyang, nel nord della Cina, ex città industriale un tempo nota per l’acciaio e il carbone, oggi si cercano nuovi modelli economici puntando su tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale. Aowen Cao di NPR ci porta dentro uno dei numerosi data processing center che stanno proliferando in queste aree in transizione. Qui, giovani lavoratori passano intere giornate a tracciare riquadri intorno agli oggetti per etichettare immagini e video.
Un lavoro meticoloso, ripetitivo e poco visibile, ma essenziale per il funzionamento degli algoritmi di chatbot, sistemi di guida autonoma e molte altre applicazioni dell’AI. L’atmosfera è straniante, quasi da fantascienza. L’autrice la paragona alla serie TV Severance, popolare anche in Cina, dove i protagonisti vivono una netta separazione tra vita personale e lavoro. E in effetti, anche il responsabile del centro ammette: il lavoro è monotono.
Ma forse è proprio questo, suggerisce l’articolo, ciò che l’innovazione appare dietro le quinte: giovani silenziosi, chini sugli schermi, che ordinano enormi quantità di dati. Questa istantanea racconta una verità spesso rimossa nel discorso sull’intelligenza artificiale: l’“automazione” si regge ancora largamente su lavoro umano, spesso anonimo e mal riconosciuto.
Leggi l’articolo completo: Greetings from Shenyang, China, where workers sort AI data in ‘Severance’-like ways su NPR
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