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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Difendere o innovare? Sull’IA Leone XIV avrebbe potuto fare di più

pontefice

Che un papa apra il proprio pontificato sentendo di dover spiegare come mai ha scelto il nome di Leone XIV è, già di per sé, un evento degno di nota. Che poi spieghi che ha “pensato di prendere il nome di Leone XIV” per ragioni diverse, tra cui “però principalmente” sta quella che “Papa Leone XIII, con la storica enciclica Rerum Novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale” e che oggi quel nome Leone va riproposto perché oggi una nuova rivoluzione industriale è in corso e la questione sociale abbisogna di una nuova e rinnovata risposta è una tesi che merita una riflessione attenta. Quest’affermazione, infatti, può essere indicativa della linea direttrice dell’intero pontificato.

In via preliminare è opportuno precisare le esatte parole di Leone XIV, il quale scrive che nella attuale situazione storica è urgente che la Chiesa offra “a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.

Detto altrimenti, c’è bisogno che la Chiesa metta a disposizione di tutte le persone le riflessioni proprie della dottrina sociale per dare risposte a:

  1. un’altra rivoluzione industriale e
  2. agli sviluppi dell’intelligenza artificiale,

processi questi che “comportano nuove sfide per la difesa della A) dignità umana, B) della giustizia, e C) del lavoro”.

Leone XIV richiama l’importanza della “dottrina sociale” per rispondere ai problemi sollevati da due processi diversi e cioè 1) un’altra rivoluzione industriale, e 2) gli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Non è che l’intelligenza artificiale sia il motore primo o principale della nuova rivoluzione industriale, ma si tratta di due processi distinti: la nuova rivoluzione industriale è già in atto per proprie ragioni, e a questo processo storico si aggiungono gli sviluppi dell’intelligenza artificiale che sono pure già presenti oggi ma che sono in sviluppo ossia che sono ai primi inizi e stanno crescendo.

Questi due processi comportano “sfide” ossia problemi o difficoltà per la difesa di tre valori etici, ossia A) la dignità umana, B) la giustizia, e C) il lavoro. Che “dignità umana” e “giustizia” siano valori morali è evidente, mentre una parola di chiarimento va detta circa il “lavoro”. A prima vista, infatti, sembrerebbe che il lavoro sia una mera “attività” e non un “valore”. A ben vedere però, come si legge nella Rerum Novarum lo “scopo del lavoro […] è la proprietà privata” (n. 4) e questa a sua volta è un “diritto dato dalla natura”, e per questo il lavoro ha un valore intrinseco tutelato nientemeno che dal diritto naturale. Ecco in che senso anche il lavoro rientra tra i valori etici da difendere e tutelare.

Nella situazione storica attuale questi tre valori sono messi in discussione al punto di essere sottoposti a “nuove sfide”. Quando si parla di sfida, il pensiero corre a pensare al duello, situazione in cui appunto i due contendenti si battono per vedere chi vince e chi perde. Qui in gioco c’è la difesa dei tre valori sopra ricordati: formulazione che fa pensare che i valori siano dati una volta per tutte e fissi, e che vadano appunto difesi come sono. In questo senso il riferimento alla Rerum Novarum è azzeccato, perché l’enciclica di Leone xiii prospetta “l’uomo sotto la legge eterna e la provvidenza universale di Dio”, cioè in termini astorici o avulsi dalle circostanze materiali. Leone XIV non precisa quale sia la nuova rivoluzione industriale che assieme agli sviluppi dell’intelligenza artificiale pone le nuove sfide, ma lascia intendere che la risposta da dare sia quella di sempre, quella che parte da una concezione dell’uomo “statica”.

Al contrario, è facile che la nuova rivoluzione industriale sia un mix tra globalizzazione che ha abbattuto antichi confini, e rivoluzione biomedica che ha portato al controllo del mondo organico. La sinergia tra i due aspetti ha comportato un cambiamento profondo della concezione dell’uomo, che non può più essere visto in modo statico ossia immutabile e immutato dalla creazione. Al contrario, oggi sappiamo che aspetti di umanità cambiano al mutare delle circostanze storiche. In questo senso certe soluzioni proposte nel passato si rivelano inadeguate ai tempi presenti.

È molto apprezzabile che il nuovo papa abbia mostrato attenzione all’intelligenza artificiale, la punta avanzata della tecnologia, perché ciò rivela la grande prontezza che si ha nel considerare le trasformazioni prodotte dall’ingegno umano. La difficoltà è che le novità che ci troviamo a affrontare pare vengano interpretate e filtrate alla luce di un paradigma fisso da “difendere”. Meglio sarebbe stato dire che le nuove sfide richiedono non una difesa degli antichi valori ma una loro promozione nelle nuove circostanze storiche. Questa diversa formulazione avrebbe portato a dire che gli sviluppi dell’intelligenza artificiale sono tanto affascinanti che dignità umana, giustizia e lavoro assumeranno forme nuove.

In particolare è opportuno cominciare a dire che l’intelligenza artificiale e le macchine fanno un sacco di lavori, che la produttività è enormemente aumentata e con essa la ricchezza complessiva. Per questo, forse, è giunto il tempo di diminuire le ore di lavoro umano e di aumentare la remunerazione. Perché non proporre 20 ore settimanali di lavoro con stipendi superiori a quelli attuali? L’idea sembra assurda perché, continuando a mantenere lo schema fisso di uomo, non obiettiamo di fronte a un aumento esponenziale della disuguaglianza. Eppure, la nuova rivoluzione industriale sta aumentando a dismisura le disuguaglianze tra gli umani, e questo è contro la giustizia. Questo è quello che avremmo voluto sentir dire parlando delle nuove sfide, e invece su questo papa Leone XIV è rimasto in silenzio.

Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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