Il programma Replicator, lanciato due anni fa dal Pentagono per acquisire rapidamente migliaia di sistemi autonomi a basso costo e prepararsi a un possibile conflitto con la Cina, sta incontrando notevoli ostacoli.
Replicator fu presentato nel 2023 dall’allora vice segretario alla Difesa Kathleen Hicks con un budget da 1 miliardo di dollari. L’obiettivo era schierare entro agosto 2025 droni aerei, terrestri e marittimi “piccoli, intelligenti ed economici”. Tuttavia, alcuni sistemi si sono rivelati inaffidabili o troppo costosi per essere prodotti nelle quantità necessarie. I test operativi hanno rivelato malfunzionamenti meccanici e software, come guasti ai timoni delle imbarcazioni e problemi nel riconoscimento degli obiettivi. Alcune acquisizioni si sono inoltre dimostrate inadeguate per le missioni nel Pacifico o vulnerabili a disturbi elettronici, come i droni Switchblade 600, già risultati problematici in Ucraina.
Il programma è stato trasferito allo Special Operations Command sotto la guida del tenente generale Frank Donovan e avrà a disposizione meno di due anni per completare il dispiegamento. I responsabili sottolineano i progressi nella sperimentazione e integrazione di tecnologie autonome, insieme all’adozione di un approccio più rapido e flessibile rispetto agli acquisti militari tradizionali.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/12/2024).

