L’Europa punta a creare la prossima frontiera dell’intelligenza artificiale con DVPS (“Diversibus viis plurima solvo“), un progetto da 29 milioni di euro coordinato da Translated, startup italiana pioniera nell’IA per traduttori. Nello specifico, settanta ricercatori europei lavoreranno per sviluppare macchine capaci di apprendere dall’interazione con il mondo esterno, superando i limiti attuali dei modelli basati su dati del passato.
Come spiega la filosofa Mariarosaria Taddeo dell’Università di Oxford, “i dati sono come un oceano e l’intelligenza artificiale è la canna da pesca per estrarne i frutti più utili“. Il progetto, dunque, si concentrerà su tre ambiti: medicina cardiovascolare, ambiente e traduzione simultanea. Per quanto riguarda i primi due che esulano leggermente dal core business della startup italiana che coordina il progetto, in cardiologia, ad esempio, si punta a creare cuori digitali in 3D per poter prevedere le malattie, mentre per l’ambiente l’obiettivo, invece, è anticipare calamità naturali integrando dati satellitari e informazioni social.
Marco Trombetti di Translated ammette che le probabilità di successo del progetto sono del 20%, ma l’investimento è strategico e verrà suddiviso nel modo seguente: 25 milioni per assumere ricercatori di punta e 4 milioni per alimentare il modello IA. La ricerca sarà open source, anche se sul software finale servirà maggiore cautela per evitare che aziende americane o cinesi sfruttino il lavoro europeo.
Leggi l’articolo completo Creare un’intelligenza artificiale che impara dal mondo reale. C’è un progetto in Europa e lo guida una startup italiana su Wired.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/07/2025).

