Google DeepMind ha sviluppato un nuovo strumento di intelligenza artificiale, chiamato Enea, in grado di ricostruire iscrizioni latine frammentarie dell’epoca romana, prevedendone l’origine geografica e temporale.
Addestrato su un archivio di 200.000 iscrizioni, il programma supporta storici e archeologi nel colmare lacune testuali e contestualizzare i reperti, anche grazie all’analisi linguistica e iconografica. Durante dei test sperimentali, Enea ha identificato connessioni tra iscrizioni distanti nel tempo e nello spazio e ha fornito indicazioni temporali compatibili con i dibattiti accademici in corso.
Il suo utilizzo si è rivelato utile nel 90% dei casi, portando studiosi come Mary Beard, professoressa di studi classici all’Università di Cambridge, e Jonathan Prag, professore di storia antica all’Università di Oxford, a definirlo uno strumento potenzialmente rivoluzionario per lo studio del mondo antico.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (23/07/2025).

