Il documentario del 2024 Eternal You, diretto da Hans Block e Moritz Riesewieck, rappresenta una riflessione profonda e sconvolgente sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel tentativo di preservare le persone amate anche dopo la loro morte. Questa coproduzione tedesco-americana, presentata per la prima volta al Sundance Film Festival il 20 gennaio 2024, esplora l’industria emergente delle “start-up dell’immortalità” che, grazie all’IA, creano avatar digitali dei defunti.
La premessa di Eternal You è semplice ma potentemente inquietante: aziende tecnologiche come Project December e HereAfter.ai offrono un servizio unico e controverso, ossia la possibilità di interagire con versioni digitali di persone scomparse. Il documentario segue le storie di persone come Joshua Barbeau, che usa l’IA per “parlare” con la sua fidanzata Jessica, morta tragicamente, e Christi Angel, che si rivolge a una versione digitale del partner Cameroun. Le interazioni degli utenti con questi avatar alimentano un dibattito sulla validità di questi servizi: mentre alcuni trovano sollievo, altri vedono in questa pratica un’inquietante deriva dell’IA verso la mercificazione del dolore.
Il dilemma morale
Secondo la critica del Guardian Lucy Mangan, il documentario è “splendidamente equilibrato – e altamente allarmante”, ponendo il pubblico davanti alla questione etica centrale: quanto siamo disposti a sacrificare della nostra autenticità emotiva per ottenere un simulacro di compagnia e conforto? Mentre gli utenti, spesso traumatizzati e vulnerabili, trovano un certo sollievo, alcuni esperti e critici del settore mettono in guardia dai rischi di questa tecnologia. Sherry Turkle e Carl Öhman, ad esempio, evidenziano come l’IA, nella sua forma attuale, possa facilmente sfruttare il dolore e la vulnerabilità emotiva delle persone, trasformando il lutto in una merce.
I creatori di queste tecnologie, come Jason Rohrer di Project December, mostrano spesso una certa indifferenza nei confronti delle implicazioni morali di tali servizi, affermando che il loro compito è fornire una “buona esperienza”, non proteggere gli utenti dall’illusione dell’immortalità. Questo aspetto del documentario evidenzia il pericolo insito nella commercializzazione dell’IA, un settore in cui il guadagno spesso sovrasta le considerazioni etiche e il benessere delle persone coinvolte.
Una visione divisa
Dal suo debutto al Sundance e in altri festival internazionali come CPH:DOX e Hot Docs, Eternal You ha ricevuto reazioni variegate. Se da un lato ha raccolto lodi per la sua capacità di trattare un tema complesso con equilibrio, dall’altro molti critici si interrogano sulla direzione in cui l’IA sta portando la nostra società. La tecnologia, suggerisce il documentario, è diventata uno strumento potente per rispondere a esigenze umane, ma allo stesso tempo rischia di aprire un “abisso di terrore” mascherato da promessa di immortalità.
Fino a che punto dovremmo permettere alla tecnologia di entrare nelle nostre vite e nella nostra elaborazione del lutto?
Screenshot tratto dal documentario Eternal You (Farbfilm Verleih e Film Movement)

