Stefania Di Stefano analizza i limiti del diritto internazionale dei diritti umani (IHRL) nella moderazione dei contenuti. Sebbene l’IHRL sia diventato un quadro normativo chiave per le piattaforme digitali, la sua adozione presenta comunque diverse critiche. Queste includono l’inadeguatezza nel regolare le nuove tecnologie e una tendenza al moralismo. Sembrerebbe che le critiche derivino da una visione tradizionale del diritto internazionale, che traccia confini netti tra Stato e attori non statali e tra norme vincolanti e non vincolanti.
Di Stefano propone una diagnosi alternativa: i “limiti” del IHRL sono sintomatici di cambiamenti nel diritto internazionale, non di un’intrinseca inadeguatezza. Il diritto internazionale sta evolvendo, con nuovi attori che partecipano attivamente alla creazione di norme. La moderazione dei contenuti, infatti, potrebbe rappresentare i semi di un cambiamento giuridico. La soluzione non è abbandonare l’IHRL, ma comprendere e valutare meglio questi cambiamenti e i loro processi.
Leggi l’articolo completo: The “Limits” of International Human Rights Law in Content Moderation: an Alternative Diagnosis su techpolicy.press.

Foto di KATRIN BOLOVTSOVA su Pexels.

