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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Firenze, avvocato cita in aula sentenze inesistenti generate dall’IA

Illustrazione di un aula di un tribunale

Nel corso di un procedimento civile a Firenze, un avvocato ha citato alcune sentenze della Cassazione inesistenti, generate da ChatGPT. Il tribunale ha parlato apertamente di un chiaro caso di “allucinazione” dell’intelligenza artificiale. Il legale ha riferito che la ricerca giuridica era stata condotta da una praticante attraverso l’uso dell’IA, e di aver effettuato un secondo controllo sull’output ottenendo nuovamente risultati falsi.

Sebbene i giudici non abbiano sanzionato l’avvocato, hanno sottolineato la necessità di non sottovalutare i rischi derivanti da un uso acritico di questi strumenti, soprattutto in ambiti ad alta responsabilità come quello giuridico. L’esperto di cybersicurezza Corrado Giustozzi avverte che le intelligenze artificiali “sono bugiarde perché costruite per dare risposte plausibili anche quando non ce ne sono”, sottolineando come questi strumenti debbano essere considerati supporti al lavoro intellettuale e non sostituti. L’episodio fiorentino si aggiunge ad altri casi simili, come quello avvenuto nel Wyoming a Febbraio 2025.

L’Ordine degli Avvocati di Milano ha stilato una Carta dei principi che richiama i professionisti alla responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale. Eugenio Albamonte, PM della Procura Nazionale Antimafia ed esperto di IA applicata al diritto, sollecita un intervento legislativo che introduca “un principio che responsabilizzi le parti”, stabilendo che l’affidarsi a uno strumento tecnologico senza verificarne i risultati non possa costituire una scusante.

Leggi l’articolo completo: “L’intelligenza artificiale inventa le sentenze”: l’allarme in un tribunale di Firenze su la Repubblica

Immagine generata tramite Gemini. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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