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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Francia: editori e autori contro Meta per copyright usato nell’IA

Un autrice francese intenta a scrivere il suo nuovo romanzo

Tre associazioni francesi di editori e autori hanno intentato una causa contro Meta presso un tribunale di Parigi, accusando l’azienda di utilizzare senza autorizzazione opere protette da copyright per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale generativa. Difatti, la prima realtà, ossia l’Unione Nazionale dell’Editoria, guidata da Vincent Montagne, ha rilevato numerose opere dei propri membri nel database di Meta, accusando l’azienda di parassitismo editoriale.

All’azione legale, si è poi unita anche l’Unione Nazionale degli Autori e Compositori, che rappresenta 700 autori, con l’obiettivo di proteggere i suoi membri da un’IA che non solo “saccheggia le opere”, ma produce anche “libri falsi” in competizione con quelli reali, come dichiarato dal presidente Francois Peyrony. Il terzo gruppo coinvolto, invece, è la Société des Gens de Lettres.

Nello specifico, le realtà menzionate precedentemente, chiedono la rimozione completa delle cartelle e sottocartelle di dati create senza permesso. Meta, che ha implementato chatbot basati su IA nelle sue piattaforme, non si è espressa in merito.

Allargando lo sguardo, infatti, l’AI Act dell’UE richiede che i sistemi di IA generativa rispettino le leggi sul copyright e siano trasparenti sui materiali di addestramento. Dunque, questa causa rappresenta solamente l’ultimo scontro tra industrie creative e aziende tech, che fa seguito già a diverse proteste come, ad esempio, l’album silenzioso dei musicisti britannici e la recente vittoria legale di Thomson Reuters in una causa simile negli USA.

Leggi l’articolo completo French pubishers and authors sue Meta over copyright works used in AI training su The Mercury News.

Immagine generata tramite DALL-E.