Gaza diventa lo sfondo di un video generato dall’intelligenza artificiale, promosso da Donald Trump sul suo social Truth. La clip, invece di offrire una visione realistica o speranzosa, dipinge una “Riviera” futuristica e grottesca, piena di lusso sfrenato e dominata da una statua dorata di Trump. Ignorando le macerie e il dolore reale di Gaza, il video trasforma una tragedia in un’autocelebrazione cinica e distaccata, lontana dalla realtà.
L’uso dell’IA nel contesto di Gaza solleva interrogativi etici e comunicativi, evidenziando come la tecnologia possa essere impiegata in modi discutibili. Con una colonna sonora propagandistica, Trump viene elevato a salvatore, mentre la tecnologia distorce la realtà e riscrive la storia. Questo approccio rischia di offuscare la complessità della situazione a Gaza, trasformando il video come strumento di comunicazione fuorviante.
Trump sfrutta piattaforme social e intelligenza artificiale per diffondere messaggi provocatori e fake news, usando Gaza come scenario di una narrazione distorta. Una strategia definita “grave ma non seria”, che mira a confondere e delegittimare qualsiasi dibattito razionale. Di fronte a questa deriva autoritaria e tecnocratica, l’appello è chiaro: non restare inerti, ma agire per contrastare la disinformazione.
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Immagine generata con DALL-E3.

