I moderatori di contenuti che lavorano per Majorel ad Accra, un appaltatore di Meta, stanno preparando cause legali a causa dei gravi danni psicologici subiti durante il loro lavoro. Questa, difatti, sarebbe la seconda causa intentata da moderatori africani, dopo quella in Kenya nel 2023.
Nello specifico, i circa 150 dipendenti denunciano di soffrire di depressione, ansia, insonnia e abuso di sostanze dopo essere stati esposti quotidianamente a contenuti estremi come omicidi, violenze e abusi su minori. Un dipendente, proprio per questo, ha persino tentato il suicidio.
Secondo un’indagine del Guardian, i moderatori ricevono uno stipendio base di circa 64 sterline mensili, integrato da bonus fino a 243 sterline, comunque sotto il costo della vita di Accra. Inoltre, vivono in alloggi sovraffollati e subiscono una cultura di sorveglianza costante. Perciò, l’ONG britannica Foxglove sta collaborando con lo studio legale ghanese Agency Seven Seven per preparare due cause: una per danni psicologici collettivi e una per licenziamento ingiustificato. Martha Dark di Foxglove definisce quanto detto precedentemente “le peggiori condizioni mai viste in sei anni di lavoro con moderatori”.
D’altro canto, invece, Teleperformance nega le accuse, sostenendo di offrire stipendi dieci volte superiori al minimo nazionale, alloggi di qualità e supporto psicologico professionale. Come motivazione di quest’ultimo punto, affermano che Meta obbliga che i suoi appaltatori siano contrattualmente costretti a pagare sopra lo standard di mercato e a fornire adeguato supporto psicologico ai moderatori.
Leggi l’articolo completo Meta faces Ghana lawsuits over impact of extreme content on moderators su The Guardian.
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