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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Cresce tra i giovani l’uso dei chatbot come compagni virtuali

Ragazzo al cellulare seduto e visto di profilo, con testa chinata e aria triste. mmagine stratta dai toni acquarellosi azzurrini

Gli adolescenti si affidano sempre più spesso a chatbot dotati di intelligenza artificiale per instaurare amicizie e relazioni. Secondo un rapporto di Common Sense Media, il 72% degli adolescenti ha usato almeno una volta chatbot o compagni di gioco AI, mentre un terzo ha sviluppato vere e proprie relazioni con questi chatbot. Grazie a linguaggi empatici e risposte calibrate, queste IA creano un senso di connessione che può risultare confortante, specialmente per chi si sente emarginato o fa fatica a costruire rapporti sociali reali.

Se da un lato alcuni studi sottolineano benefici concreti come, ad esempio, la possibilità di esercitarsi nelle abilità sociali, dall’altro lato emergono diverse preoccupazioni. Casi giudiziari hanno denunciato relazioni ossessive, incoraggiamento all’autolesionismo e rischi per la privacy. La vulnerabilità di giovani con difficoltà relazionali è particolarmente alta, e il confine tra compagnia utile e dipendenza può essere sottile.

Gli esperti consigliano di non demonizzare questi strumenti ma di educare gli adolescenti affinché sviluppino consapevolezza critica sui limiti e sui pericoli dei compagni artificiali. Le amicizie reali restano insostituibili, insegnando a gestire le complessità dei rapporti, dalla conflittualità alle emozioni condivise. La presenza di amici nella vita concreta si conferma un fattore protettivo anche contro i rischi derivanti dall’uso problematico dei social media.

Leggi l’articolo completo: Teens Are Flocking to AI Chatbots. Is this Healthy? su scientificamerican.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/02/2025).

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