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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Global Call for AI Red Lines, oltre 200 firmatari chiedono limiti all’IA

illustrazione del pianeta terra

Più di 200 ex capi di Stato, diplomatici, premi Nobel e leader del settore IA hanno sottoscritto la “Global Call for AI Red Lines”, un’iniziativa che chiede ai governi di raggiungere entro fine 2026 un accordo internazionale su divieti inderogabili per l’intelligenza artificiale. Tra i firmatari figurano Geoffrey Hinton, Wojciech Zaremba di OpenAI e Ian Goodfellow di Google DeepMind. L’appello propone limiti come il divieto per l’IA di impersonare esseri umani o di auto-replicarsi.

L’iniziativa, coordinata dal Centro francese per la sicurezza IA (CeSIA), The Future Society e UC Berkeley, mira a prevenire rischi su larga scala prima che si verifichino incidenti. Per quanto esistano alcune regolamentazioni su scala regionale, come l’AI Act europeo, manca ancora un consenso internazionale. In questo contesto, secondo i promotori, non basta affidarsi agli impegni volontari delle aziende, ma serve un’istituzione indipendente con poteri reali di monitoraggio e sanzione.

Come ha sottolineato Stuart Russell, professore di informatica all’Università di Berkeley, lo sviluppo dell’IA non è incompatibile con la sicurezza; è possibile favorire progresso economico e sanitario senza inseguire un’AGI che non sappiamo controllare.

Leggi l’articolo completo: A ‘global call for AI red lines’ sounds the alarm about the lack of international AI policy su The Verge

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/12/2024).

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