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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Google e le sue risposte AI impattano negativamente sui costi energetici e ambientali

Sembrerebbe che l’integrazione delle risposte AI di Google stia generando sempre più preoccupazione per i suoi elevati costi energetici e ambientali. Google mira ad estendere entro il 2024 la sua funzione “AI Overviews” a un miliardo di utenti, sfruttando potenti modelli linguistici come Gemini.

Questi modelli generano testo autonomamente anziché estrarlo da fonti esistenti e questa attività richiede notevolmente più energia rispetto alle tradizionali ricerche per parole chiave. Sasha Luccioni di Hugging Face, un’azienda di ricerca sull’IA, stima che la generazione di testo da parte di questi modelli possa consumare fino a 30 volte più energia rispetto all’estrazione diretta da fonti preesistenti.
L’impatto ambientale di tali operazioni è significativo, modelli come BLOOM possono emettere fino a 19 kg di CO2 al giorno, equivalenti alle emissioni di un’auto media che percorre quasi 79 km. Inoltre, la generazione di sole due immagini tramite IA può richiedere energia sufficiente per caricare uno smartphone per un intero giorno. I data center, che ospitano i server necessari per l’IA, rappresentano già l’1.5% del consumo energetico globale e si prevede che raddoppino entro il 2026.

È vero che le risposte AI di Google possono migliorare l’esperienza degli utenti, ma ne vale la pena? I costi ambientali e energetici associati a queste innovazioni tecnologiche sembrano essere davvero importanti, rendendo sempre più urgente un approccio sostenibile verso lo sviluppo e l’utilizzo delle IA generative.

Leggi l’articolo completo: What Do Google’s AI Answers Cost the Environment?

su scientificamerican.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

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