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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Google lancia SynthID-Text, un watermark invisibile per identificare i testi generati IA

Scritta bianca "Google" su sfondo con macchia astratta in stile acquarello. Toni blu e azzurri.

Google ha introdotto un watermark invisibile, chiamato SynthID-Text, per identificare i testi generati dall’IA. Questo strumento funziona come una “carta d’identità” per i contenuti artificiali, aiutando a distinguere le informazioni create da esseri umani da quelle generate da macchine.

Questa tecnica si ispira a una strategia di comunicazione usata durante la seconda guerra mondiale, in particolare modo il D-Day nel 1944. Il primo giugno di quell’anno, infatti, Radio Londra trasmise i versi “Les sanglots longs des violons de l’automne” di Paul Verlaine come segnale che la Resistenza attendeva per iniziare a colpire le infrastrutture naziste nel nord della Francia. Questi versi erano però cosparsi sia da messaggi in codice, sia da messaggi puramente casuali, così da confondere i nazzisti che intercettavano queste comunicazioni.
Proprio come i messaggi in codice della Resistenza, il watermark aiuta a prevenire la diffusione di contenuti fuorvianti e a mantenere l’integrità delle informazioni nel contesto moderno.

Con questa innovazione, Google punta a garantire una maggiore trasparenza nell’uso dei contenuti generati dalle artificialmente.

Leggi l’articolo completo: Perché Google ha aggiunto «il singhiozzo» all’AI come gli alleati fecero alla BBC per annunciare il D-Day (con Verlaine) su corriere.it.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

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