Heliospect Genomics, una startup statunitense, propone un servizio controverso che consente alle coppie di ricorrere a un servizio di screening degli embrioni per il potenziale di QI, sostenendo che la loro tecnologia sia in grado incrementare il QI medio dei bambini di oltre sei punti, con prezzi che raggiungono i 50.000 dollari per 100 embrioni analizzati.
Le informazioni sono emerse grazie a un’inchiesta del gruppo Hope Not Hate, che ha rivelato come l’azienda lavori già con coppie in fecondazione in vitro, offrendo previsioni genetiche per tratti come sesso, altezza e rischio di obesità.
Nonostante queste pratiche siano legali negli Stati Uniti, esperti di bioetica avvertono che l’uso di tecniche di miglioramento genetico solleva gravi questioni morali. Le critiche si concentrano sulla potenziale normalizzazione di un’idea di genetica “superiore” e sulla possibilità di amplificare le disuguaglianze sociali.
Il CEO di Heliospect, Michael Christensen, esprime invece ottimismo, dipingendo un futuro in cui i genitori possono avere figli privi di malattie e intelligenti. Al momento, la startup non offre servizi di fecondazione in vitro, ma utilizza algoritmi per analizzare i dati genetici forniti dai genitori. La sua richiesta di accesso ai dati della UK Biobank, una risorsa di informazioni genetiche, è stata concessa nel 2023, ma la società non ha specificato pubblicamente l’intenzione di utilizzare tali dati per il QI.
Il progetto ha suscitato il dibattito tra esperti e accademici, con richieste di maggiore regolamentazione e di riflessione etica sui criteri di accesso ai dati. La UK Biobank, che ha permesso a Heliospect di accedere ai suoi dati, afferma che l’uso di tali informazioni è conforme alle sue linee guida.
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