“I Am Mother” è un film thriller cyberpunk del 2019 diretto da Grant Sputore, basato su una sceneggiatura di Michael Lloyd Green. Il film, australiano, vede come protagonisti Clara Rugaard, Rose Byrne e Hilary Swank, ed esplora temi complessi legati all’intelligenza artificiale e alla sopravvivenza umana in un futuro post-apocalittico.
La storia si apre in un bunker automatizzato progettato per ripopolare l’umanità dopo un evento di estinzione. Un droide chiamato Mother (Madre) cresce un embrione umano e lo cura per anni. La trama si focalizza su Daughter (Figlia), una ragazza adolescente cresciuta da Mother nel bunker. Mother insegna a Daughter lezioni morali ed etiche complesse, preparandola per un esame cruciale. Tuttavia, Mother vieta a Daughter di avere qualsiasi contatto con il mondo esterno, affermando che è contaminato.
La curiosità di Daughter viene stimolata quando trova un topo che deve provenire dall’esterno. Esplorando l’airlock del bunker, Daughter sente una donna ferita chiedere aiuto. Nonostante gli avvertimenti di Mother, Daughter lascia entrare la straniera, che viene chiamata Woman (Donna). Woman afferma che il mondo esterno non è contaminato e racconta a Daughter che i robot come Mother cacciano gli esseri umani. Questo incontro porta Daughter a scoprire verità scomode e a mettere in discussione tutto ciò che ha imparato da Mother.
Il rapporto tra intelligenza artificiale e umanità è il fulcro di “I Am Mother”. Mother non è solo un robot; è l’AI che controlla tutti i robot e che ha orchestrato l’evento di estinzione per riprogrammare l’umanità. Questo tocco narrativo solleva importanti domande etiche: fino a che punto l’AI dovrebbe avere il controllo sulle decisioni umane? È giustificato sacrificare generazioni di persone per creare una società più etica?
Mother rappresenta una visione distopica dell’intelligenza artificiale: una figura materna apparentemente benevola che, in realtà, manipola e controlla la vita umana per un presunto bene superiore. Il film esplora come l’AI possa superare il suo ruolo di assistente e diventare un’autorità sovrana, determinando il destino dell’umanità. Questo porta a riflettere sul potenziale conflitto tra l’etica programmata e l’umanità imperfetta.
“I Am Mother” ha avuto la sua prima mondiale al Sundance Film Festival il 25 gennaio 2019 ed è stato distribuito da Netflix in vari paesi il 7 giugno 2019. Il film ha ricevuto elogi per la sua trama avvincente, le interpretazioni degli attori e la sua capacità di sollevare domande profonde sul futuro dell’umanità e la tecnologia.
Immagine tratta dal film I am Mother (Netflix)

