Un gruppo di ricercatori sta utilizzando un modello di IA per cercare di ottenere informazioni su Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia. Il modello è stato addestrato sui dati del telescopio Event Horizon Telescope (EHT) e suggerisce che Sagittarius A ruoti a velocità quasi massimale.
Il mondo della ricerca si sforza da diversi anni di osservare e comprendere Sagittarius A*. Nel maggio 2022 è stata pubblicata la prima immagine del buco nero, con ancora interrogativi a proposito del suo comportamento. Oggi, un team internazionale vuole ottenere nuove informazioni grazie all’intelligenza artificiale, analizzando le osservazioni dell’EHT.
Tuttavia, la comunità scientifica è ancora cauta sull’affidabilità dei risultati. Il premio Nobel per la fisica 2020 Reinhard Genzel, pur interessato alla ricerca, ha affermato che “l’AI non è una cura miracolosa”. Le perplessità riguardano in particolare la qualità dei dati di partenza. A differenza dei telescopi tradizionali, l’EHT non è un singolo strumento fisico, ma un sistema coordinato di osservatori distribuiti in vari punti del pianeta. Il sistema utilizza una tecnica nota come interferometria a lunghissima base, soggetta a interferenze atmosferiche che rendono le osservazioni difficili da interpretare. Secondo l’astrofisico e coautore dello studio Michael Janssen, le reti neurali offrono un approccio adatto per gestire e interpretare questo tipo di informazioni e la loro complessità.
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