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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’IA per l’autonomia delle persone ipovedenti

Software e app AI per ipovedenti.

L’IA sta trasformando la vita quotidiana di molte persone con disabilità visiva, offrendo soluzioni innovative che migliorano l’indipendenza e la qualità della loro vita. 

Louise Plunkett, affetta dalla malattia di Stargardt, una rara condizione che causa la perdita della vista, racconta come strumenti quali Alexa, Siri e l’app Be My AI abbiano completamente cambiato le sue giornate. Ad esempio Be My AI, sviluppata da Be My Eyes, sfrutta ChatGPT per descrivere dettagliatamente le immagini, aiutando gli utenti a svolgere attività quotidiane come leggere ingredienti o identificare oggetti. Plunkett fa presente però che l’IA, a volte, può risultare eccessivamente dettagliata.
L’app, che ha già 600.000 utenti, si diffonde sempre di più tra le persone ipovedenti che la utilizzano anche, ad esempio, per esaminare foto ricevute su WhatsApp, riducendo la necessità di chiedere aiuto umano. Sebbene l’IA offra nuove opportunità, il direttore tecnico di Be My Eyes, Jesper Hvirring Henriksen, sottolinea che non sostituirà il bisogno di interazione umana, sopratutto per la popolazione anziana che spesso sperimenta la perdita della vista.

Altri dispositivi basati sull’IA, come il bastone WeWalk che aiuta nella navigazione e fornisce informazioni sui trasporti pubblici, stanno ulteriormente migliorando l’autonomia delle persone con disabilità visiva. L’IA sta quindi diventando uno sostegno fondamentale per facilitare l’indipendenza, anche se gli esperti come Robin Spinks del RNIB, pur apprezzandone i benefici, riconoscono le sfide e le preoccupazioni relative all’adozione di questa tecnologia.

Leggi l’articolo completo: AI spurs ‘revolution’ for some visually impaired people su bbc.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

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