L’intelligenza artificiale sta emergendo come una delle sfide più cruciali e decisive dei nostri giorni, con un importante potenziale di trasformazione che supera nettamente il puro ambito tecnologico. Dalla sanità ai trasporti, dalla ricerca all’istruzione, l’IA sta permeando un’ampia gamma di ambiti con i quali il cittadino si interfaccia quotidianamente. A questi non fa eccezione la pubblica amministrazione, ambito in cui l’IA sembra avere il potenziale di rendere i servizi più efficienti, rapidi e trasparenti. Tuttavia, la ridefinizione del rapporto tra istituzioni e cittadini che l’intelligenza artificiale sembra preannunciare, pone importanti quesiti etici e richiede un’approfondita analisi di rischi e potenzialità.
Questo è l’obiettivo perseguito dal parere “Sfide e opportunità dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico”, presentato dalla commissione ECON del Comitato delle Regioni. Il relatore di questo parere, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, sottolinea la sua fiducia nelle potenzialità dell’AI come strumento strategico per la Pubblica Amministrazione. Senza tuttavia omettere la necessità di affrontare tale cambiamento in maniera responsabile e trasparente.
Il parere, adottato all’unanimità il 21 novembre 2024 durante l’assemblea plenaria del Comitato europeo delle Regioni, è frutto del coinvolgimento di un alto numero di portatori di interessi, in occasione di una serie di consultazioni. Più concretamente, il parere che affronta le sfide e le opportunità dell’AI nella pubblica amministrazione, è organizzato in raccomandazioni politiche preliminari, successivamente suddivise in sette ambiti maggiormente dettagliati, e seguito da proposte di possibili iniziative europee di prosecuzione e monitoraggio, dette di follow-up.

Le raccomandazioni politiche
Il primo elemento che emerge da questo documento è l’approccio antropocentrico. La persona, che secondo la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea viene posta al centro dell’azione dell’Unione stessa, risulta l’elemento focale dell’implementazione dell’IA nel settore pubblico. Infatti, se l’intelligenza artificiale sembra promettere una maggiore velocità, efficienza e qualità, questo dovrà avvenire nell’interesse del cittadino stesso. Secondo il presidente Cirio, “non bisogna guardare all’IA come a qualcosa di magico. È una tecnologia umana, che deve tenere
al centro la persona, con le sue caratteristiche, i suoi bisogni e i suoi diritti.” Questo aspetto imprescindibile dell’integrazione dell’IA nel settore pubblico, emerge come il leitmotiv del parere della commissione ECON.
Un secondo elemento cruciale presentato all’interno del parere è il ruolo chiave degli enti regionali e locali in questa importante trasformazione tecnologica. Il loro rapporto ravvicinato con i bisogni immediati dei cittadini, e la conoscenza diretta delle esigenze territoriali, posiziona queste amministrazioni in prima linea nell’implementazione etica e responsabile dell’IA. In linea con i valori dell’Unione Europea, è altrettanto importante che tale cambiamento sia inclusivo. Tenere conto delle fragilità territoriali – come quelle delle zone rurali – e di quelle sociali – in riferimento ai cittadini più anziani – sarà un altro degli obiettivi principali, impedendo la creazione di un digital divide.
All’interno delle sette raccomandazioni politiche contenute nel parere, particolare attenzione viene rivolta alla necessità di investire in una formazione costante ed adeguata. A tal fine, questa formazione non solo sarà indirizzata al personale della pubblica amministrazione – attraverso programmi di aggiornamento di upskilling e reskilling –, ma anche ai cittadini e alle scuole. Un’educazione di questo tipo avrà come obiettivo principale quello di fornire a tutti i cittadini gli strumenti per utilizzare consapevolmente le tecnologie legate all’IA. Ma, con evidenza, questo scenario potrà realizzarsi solamente affrontando tutti gli interrogativi di natura etica, affidando ai governi locali il ruolo di monitoraggio e lo sviluppo di linee guida nel rispetto del quadro normativo europeo.
Alla luce di tutti questi elementi, le sfide che emergono dall’implementazione dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico sono numerose. Per affrontarle, sarà necessario mettere in campo altri strumenti complementari quali la creazione di ecosistemi IA, sia a livello locale che regionale. La cooperazione tra settore privato, pubblico e accademico, oltre che la promozione di hub dell’innovazione digitale (EDIH) o iniziative come LORDIMAS, saranno inoltre alcuni degli elementi chiave dell’attuale sfida che si presenta di fronte a noi.
Va infine menzionato che il vero successo della tecnologia IA nel settore pubblico dipenderà dalla gestione e dall’accesso ai dati. Infatti, la partecipazione proattiva a spazi comuni europei dei dati si delinea come necessaria, così come la formulazione di strategie robuste ed efficaci per gestire questi stessi dati.
Al fine di raggiungere gli obiettivi menzionati, va inoltre sottolineata l’importanza dei finanziamenti dell’UE che gli enti dovranno sfruttare al fine di conseguire uno sviluppo sostenibile dell’intelligenza artificiale.

Le iniziative di follow-up
Oltre alla formulazione delle differenti raccomandazioni politiche, il parere della commissione ECON presenta alcune importanti iniziative di follow-up. L’obiettivo è infatti quello di promuovere un utilizzo sostenibile ed efficace dell’IA, sia a livello locale che regionale. Tra le diverse proposte viene suggerita la realizzazione di un meccanismo di condivisione di best practice a livello europeo, così come la creazione di un Consiglio europeo per la ricerca sull’IA, che promuova la partecipazione a progetti “multi-paese”.
In conclusione, in un equilibrio complesso tra la necessità di catalizzare l’innovazione e garantire la tutela dei diritti dei propri cittadini, gli enti locali e regionali emergono come attori chiave. Il percorso davanti al quale ci troviamo rappresenta un’importante opportunità per le comunità locali, ma, navigando tra le numerose sfide, non dobbiamo dimenticare l’obiettivo: gestire questa trasformazione in maniera consapevole e responsabile. Il percorso non è senza ostacoli ma, attraverso una stretta collaborazione europea, queste sfide potranno trasformarsi in opportunità, e le opportunità in cambiamento per i singoli cittadini.
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