La recente decisione statunitense di regolamentare le stablecoin potrebbe comporomettere l’architettura monetaria globale. Infatti il GENIUS Act, in avanzata discussione al Congresso, autorizza le stablecoin private ancorate al dollaro e, allo stesso tempo, vieta alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale propria (CBDC). Questo approccio sposta il controllo del dollaro digitale verso attori privati, più precisamente verso grandi aziende tecnologiche, creando una nuova forma di denaro “privatizzato” e scarsamente regolamentato.
La misura segue un ordine esecutivo del presidente Trump, che ha istituito una riserva strategica di criptovalute, segnando un potenziale cambio paradigmatico rispetto alla tradizionale supremazia delle banche centrali nella gestione della moneta.
La Banca Centrale Europea riconosce il pericolo e sta sviluppando anch’essa una sorta di euro digitale per garantire che la moneta pubblica rimanga al centro del sistema finanziario, ma deve fronteggiare resistenze interne e rischia di restare indietro rispetto agli Stati Uniti.
La Cina, invece, con il proprio renminbi digitale già operativo, rappresenta l’unico sistema pubblico digitale avanzato, ma resta esposta all’instabilità globale data l’ampia esposizione in dollari delle sue riserve. La distinzione tra moneta pubblica e moneta privata potrebbe accentuare le tensioni geopolitiche e geoeconomiche nei prossimi anni.
Leggi l’articolo completo: Trump Wants Big Tech to Own the Dollar su project-syndicate.org.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

