Il 2024 ha visto l’uscita di Il robot selvaggio (The Wild Robot), una pellicola d’animazione firmata DreamWorks Animation e diretta da Chris Sanders, che racconta una storia potente di intelligenza artificiale, resilienza, e riconciliazione tra tecnologia e natura.
Ispirato al romanzo illustrato di Peter Brown, il film segue le avventure di Roz, un robot multiuso (unità ROZZUM 7134) che, in seguito a un naufragio, si ritrova abbandonato su un’isola selvaggia. Lungo una trama intrisa di emozioni, conflitti e crescita personale, il film esplora come un’intelligenza artificiale – creata per scopi industriali e pragmatici – sviluppi connessioni emotive profonde, mettendo in luce i limiti e le potenzialità dell’IA in un contesto fuori dal suo ambiente naturale.
La trama e l’incontro con l’umanità attraverso la natura
Sin dalle prime scene, il film si distanzia dalle classiche rappresentazioni dell’IA, presentando Roz non come un’invenzione minacciosa o sterile, ma come un’entità curiosa e desiderosa di comprendere l’ambiente in cui si trova. Spinta dal desiderio di adattarsi e aiutare, Roz fatica inizialmente a farsi accettare dagli animali dell’isola, che la vedono come un “mostro”. È solo quando si prende cura del piccolo pulcino Beccolustro, che Roz comincia a integrare la propria programmazione con empatia e affetto, crescendo come individuo e madre, anche in assenza di un proprio sistema emozionale umano.
Intelligenza artificiale e il tema della coscienza
Un tema centrale del film è la riflessione sulla coscienza artificiale: mentre Roz è programmata per compiti specifici, la sua esperienza nell’isola e il legame con Beccolustro le permettono di sviluppare qualcosa di simile a una consapevolezza, che va oltre il semplice svolgimento delle sue funzioni. La trasformazione di Roz mette in discussione l’idea che l’intelligenza artificiale debba essere definita solo dai suoi codici e limiti operativi, suggerendo che l’interazione con l’ambiente e con altre forme di vita possa portare un’IA verso una coscienza “emotiva”, indipendente da chi l’ha creata.
Tecnologia e natura: l’ibridazione di due mondi
Il robot selvaggio esplora anche il conflitto e la cooperazione tra tecnologia e natura. Attraverso le sfide che Roz e Beccolustro affrontano insieme, il film illustra come la tecnologia – rappresentata da Roz e dai robot RECO inviati per il recupero – possa integrarsi nel mondo naturale in modo armonioso. Al contrario, i RECO, rigidi esecutori di ordini, incarnano una visione di IA senza compromessi, privi di adattabilità e incapaci di evolvere in sintonia con l’ambiente. Questo dualismo mette in evidenza la visione del film: la tecnologia che si adatta all’ambiente e ai suoi abitanti è quella che ha il potenziale di svilupparsi eticamente.
Screenshot tratto dal film Il Robot Selvaggio (Universal Pictures International Italy)

