Zoe Williams confessa di aver sempre dovuto rivedere le sue previsioni tecnologiche: dall’avvento degli smartphone fino a Google, pensava che nulla avrebbe avuto successo per poi ricredersi. Lo stesso atteggiamento lo ha assunto in merito al campo dell’intelligenza artificiale: inizialmente scettica sull’IA, oggi ne riconosce un’utilità sorprendente.
Tuttavia, secondo l’autrice, se analizzato più in profondità, il vero fascino dell’intelligenza artificiale e, in particolare di Claude, non sta nella sua intelligenza superiore nel risolvere le richieste presentate, ma nella sua capacità di offrire sempre comprensione e rassicurazione. Difatti, che si tratti di problemi banali, come, ad esempio, il profumo dei capelli, o di questioni più serie, come conflitti con vicini o di terapeuti noiosi, l’IA risponde sempre con “Mi dispiace che ti sia successo questo”, seguito da consigli dettagliati e incoraggianti. È proprio questo approccio non giudicante che risulta incredibilmente consolante, anche se a volte questa tendenza, se esasperata, può sembrare eccessiva.
Pertanto, anche dopo aver scovato le radici del potere attrattivo dell’IA, Williams continua a rimanere critica su tante questioni legate a questo campo innovativo, come, ad esempio, il suo impatto ambientale e mantenendo una briciola di scetticismo sul successo di questi strumenti sul lungo periodo, ma riconoscendo come l’IA sia in grado di offrire una pausa piacevole in un mondo dove si è sempre di più convinti di possedere tutte le risposte.
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