Nel corso della sua rapida espansione l’IA sta incontrando importanti ostacoli che stanno creando dei veri e propri colli di bottiglia.
La domanda di rame, indispensabile per i server e le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, ha raggiunto livelli senza precedenti. Già richiesto in grandi quantità ad esempio per veicoli e infrastrutture elettriche, JPMorgan ne prevede una carenza globale di ben 6 milioni di tonnellate entro il 2030.
Un altro problema riguarda l’elevato consumo energetico. La crescente necessità di elettricità esercita una pressione enorme sulle infrastrutture, in particolare negli Stati Uniti, complicando peraltro il raggiungimento degli obiettivi di emissioni zero entro il 2030. In questo senso, le grandi aziende tecnologiche stanno investendo nella ricerca e sviluppo di una nuova generazione di energia nucleare a emissioni zero. Si prevede inoltre una forte crescita per quanto riguarda le fonti rinnovabili.
L’IA richiede anche enormi quantità di attrezzature come generatori di energia e sistemi di raffreddamento avanzati; in questo senso, la diffusione dell’intelligenza artificiale sembra poter trainare la rinascita delle aziende che producono hardware.
Infine, serve personale competente per progettare e gestire i sistemi di intelligenza artificiale. La carenza di ingegneri specializzati rappresenta un freno significativo, soprattutto per le imprese che non hanno risorse interne adeguate, per le quali società di consulenza come Accenture e Oracle svolgeranno un ruolo chiave nella transizione verso l’intelligenza artificiale.
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Immagine generata tramite DALL-E 3

