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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Gli investimenti miliardari che alimentano il boom dell’IA

immagine astratta di un grafico in crescita e dollari che rappresentano grossi aumenti di capitale

Il settore tecnologico statunitense è impegnato in un’accelerazione senza precedenti negli investimenti infrastrutturali, necessari a sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale. Secondo il CEO di Nvidia Jensen Huang, entro la fine del decennio il comparto spenderà tra i 3000 e i 4000 miliardi di dollari per costruire data center e reti energetiche per alimentare l’IA.

Grandi aziende tra cui Microsoft, Meta, Google e Oracle stanno già investendo in progetti su scala nazionale e internazionale, esercitando pressioni crescenti sui sistemi elettrici e le risorse ambientali. La partnership tra Microsoft e OpenAI, nata nel 2019 con 1 miliardo di dollari e cresciuta fino a 14 miliardi, ha inaugurato il boom dei modelli linguistici ed è ora giunta a una nuova fase in seguito alla firma di un accordo che permetterà a OpenAI di completare la transizione societaria . Oracle ha conquistato una posizione centrale grazie a due accordi con OpenAI, il primo da 30 miliardi e il secondo da 300 a partire dal 2027.

Altri deal rilevanti includono gli 8 miliardi di Amazon ad Anthropic e i 100 miliardi di Nvidia a OpenAI. Meta pianifica di investire 600 miliardi entro il 2028, e sta realizzando nuovi data center negli Stati Uniti alimentati da centrali nucleari e a gas, con inevitabili ricadute ambientali. Infine, il progetto Stargate (una joint venture da 500 miliardi di dollari tra SoftBank, OpenAI e Oracle, sostenuta dal governo statunitense e destinata alla realizzazione di nuove infrastrutture) procede a rilento, ma avanza con la costruzione di nuovi data center in Texas.

Leggi l’articolo completo: The billion-dollar infrastructure deals powering the AI boom su TechCrunch

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (02/04/2025).

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