Nel 2024 Israele ha lanciato una campagna da circa 900.000 dollari per collaborare con influencer statunitensi, nel tentativo di migliorare la propria immagine internazionale dopo le accuse di genocidio a Gaza. Secondo quanto riportato da Responsible Statecraft, l’iniziativa è gestita dalla società Bridges Partners LLC e prevede la pubblicazione di fino a 30 post al mese su piattaforme come TikTok e Instagram. Gli influencer coinvolti possono ricevere compensi fino a 7.000 dollari per ogni contenuto.
Questa operazione si inserisce in una strategia di comunicazione più ampia. Già in passato il Ministero degli Esteri israeliano aveva affidato un contratto da 1,5 milioni di dollari a Brad Parscale, ex responsabile della campagna presidenziale di Donald Trump. Durante la sua visita a New York per l’Assemblea generale dell’ONU, il premier Benjamin Netanyahu ha incontrato personalmente alcuni dei creator coinvolti, sottolineando quanto i social media siano diventati incisivi nella diplomazia moderna.
Le critiche alla gestione comunicativa di Israele provengono anche dall’interno. Lo scorso agosto l’ex premier Naftali Bennett ha accusato il governo di aver trasformato il paese in uno “stato lebbroso” sul piano dell’immagine internazionale. I dati lo confermano. Un recente sondaggio YouGov mostra che il 72% degli elettori democratici americani ritiene che Israele stia commettendo un genocidio a Gaza, mentre il 75% si oppone al rinnovo dei fondi per la fornitura di armi, segnando un drastico cambiamento nell’opinione pubblica.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/10/2025).

