Le app di incontri stanno per fare un salto nel futuro, o almeno così dicono. Match Group, il colosso dietro Tinder e Hinge, punta tutto sull’intelligenza artificiale: un assistente virtuale che sceglierà le foto migliori, scriverà la bio perfetta e suggerirà persino i messaggi da mandare ai match. Praticamente, l’Intelligenza Artificiale diventa un Cyrano a portata di click. Ma siamo sicuri che sia una buona idea per trovare l’amore?
A prima vista, sembra comodo. Chi non vorrebbe un aiutino per rendere il proprio profilo irresistibile? Tuttavia, questa evoluzione solleva dubbi. Se l’Intelligenza Artificiale si occupa di tutto, dalla creazione dei profili alla gestione delle interazioni, rischiamo di perdere parte dell’autenticità delle relazioni. Le connessioni umane potrebbero diventare sempre più filtrate e mediate, trasformando il processo di conoscenza in qualcosa di artificiale.
Altro aspetto critico riguarda la gestione dei dati personali. Queste tecnologie richiedono enormi quantità di informazioni per funzionare e, nonostante le rassicurazioni delle aziende, il rischio di abusi o discriminazioni legate ai bias dei dati rimane alto.
L’idea di un “dating coach” virtuale può sembrare affascinante, ma potrebbe portarci a dipendere ancora di più dalla tecnologia, riducendo la nostra capacità di entrare in contatto in modo spontaneo. Se i rischi per la privacy e i dubbi sulla qualità delle relazioni umane sono già ampiamente dibattuti ci resta da chiederci: vogliamo davvero ridurre l’amore sotto al paradigma dell’efficienza proprio dei sistemi economici?
Leggi l’articolo completo “Dating apps prepare to launch AI features to help users find love” su The Guardian.
Immagine generata con DALL-E3

