L’intervento del CEO di Oracle, Larry Ellison, il quale ha descritto un futuro in cui ogni azione pubblica dei cittadini e della polizia è monitorata in tempo reale da un’intelligenza artificiale, con telecamere sempre accese e droni autonomi, ha acceso il dibattito sulla sorveglianza di massa, evocando il timore di una società sullo stile di quella orwelliana di “1984”. Difatti, nonostante questi strumenti, migliorerebbero il comportamento degli individui, garantendo sicurezza e prevenzione dei crimini, sollevano, al contempo, forti preoccupazioni riguardo alla privacy, poiché Oracle e la sua IA gestirebbero indisturbatamente i dati, limitandone l’accesso solamente tramite autorizzazione giudiziaria.
Le tecnologie di sorveglianza avanzata non vengono utilizzate solamente in senso benevolo per monitorare atti criminali, ma vengono anche sfruttate per obiettivi meno accettabili da un punto di vista morale, come attività illecite di gruppi terroristici e criminali. Quest’ultimi, infatti, usano l’AI per creare contenuti video di propaganda e materiale illecito, minacciando la sicurezza digitale. La loro pervasività, tuttavia, non deve relegarle solamente all’ambito in cui vengono comunemente concepite dalla mentalità tipica del pensiero ingenuo; nell’ambito scolastico, il controllo tramite IA suscita innumerevoli dibattiti: parecchie scuole, soprattutto negli USA, adottano scanner e telecamere intelligenti, nonostante i limiti e gli errori di tali strumenti.
Nonostante le promesse positiviste di un maggiore livello di sorveglianza raggiungibile in potenza, queste tecnologie hanno, invece, mostrato gravi falle: errori e discriminazioni sono solamente alcuni aspetti non curati che contraddicono la pretesa di creare un mondo più sicuro, aggiungendo al contempo complessi problemi di privacy e bias sociali.
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