Un robot in preda ad un attacco di panico e sull’orlo del mental break-down: è questo il volto che assume l’Intelligenza Artificiale ne “La seduta di N3well”, il fumetto scientifico di Diego Cajelli e Andrea Scoppetta. Realizzato dall‘AIxIA (Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, questo volume si inserisce nella collana Comics&Science, edita da CNR Edizioni.
Il protagonista della storia è N3well, un robot in crisi costretto a rivolgersi ad uno psicologo perché incolpato dalla gente di tutti i guai del mondo. N3well deve affrontare le preoccupazioni delle persone relative alla privacy, al possibile impiego bellico dell’IA e alla perdita di posti di lavoro dovuta all’automazione. Questo accumulo di ansie e accuse genera in N3well un profondo malessere, conducendolo a cercare aiuto professionale.
Secondo Piero Poccianti, presidente dell’AIxIA, “Il racconto è chiaramente una metafora dell’errata percezione dell’IA. Siamo abituati ad accusare le macchine di eventuali effetti distopici, quando in realtà tutto dipende da noi e dagli obiettivi verso cui indirizziamo la tecnologia.” Poccianti sottolinea che se impieghiamo l’IA per alimentare un modello socio-economico superato e vizioso, otterremo risultati negativi. Al contrario, utilizzando l’IA a favore del benessere dei cittadini e della sostenibilità ambientale, essa rappresenta un inestimabile valore aggiunto.
La scelta delle tematiche affrontate nel fumetto è stata affidata a diversi membri dell’AIxIA, tra cui Piero Poccianti, Luigia Carlucci Aiello, Amedeo Cesta e Gabriella Cortellessa. Questi esperti hanno messo a disposizione le loro conoscenze per trattare aspetti come la storia dell’IA, la sua situazione attuale, e i problemi etici e sociali ad essa correlati. Diego Cajelli e Andrea Scoppetta hanno poi rispettivamente scritto e disegnato il racconto basandosi su queste indicazioni.
Poccianti spiega che “Lo scopo del fumetto è di trattare un tema complesso come quello dell’IA con un mezzo originale e un linguaggio semplice, rendendo così i contenuti più democratici e accessibili anche ad un pubblico non specializzato. Siamo infatti convinti che solo una corretta alfabetizzazione e sensibilizzazione rivolta a tutti possa favorire lo sviluppo di un approccio critico al tema.“.

