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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

“Last night an algorithm saved my life”

AI love

Le nuove tecnologie hanno trasformato profondamente il modo in cui viviamo le relazioni. Se un tempo l’amore era considerato un intreccio di destino e casualità, oggi algoritmi avanzati e intelligenza artificiale promettono di ottimizzare le possibilità di incontro. Ma fino a che punto queste innovazioni ci aiutano davvero a trovare connessioni autentiche?

Nell’articolo che segue, Alice Ruggeri propone una riflessione su come le dating app e la digitalizzazione dell’amore abbiano ridefinito desideri, aspettative e pratiche relazionali. Attraverso l’analisi del libro Le postromantiche di Carolina Bandinelli, l’autrice esplora il modo in cui l’IA e gli algoritmi stanno ridefinendo la nostra idea di amore, tra utopia romantica e logiche di mercato. Il romanticismo sopravvive in un’epoca dominata da swipe e matching algoritmico? E soprattutto, siamo davvero più vicini all’amore o solo più efficienti nella sua ricerca?

Nel caleidoscopio delle emozioni moderne, “Le postromantiche. Sui nuovi modi di amare” di Carolina Bandinelli emerge come una bussola per navigare le intricate acque dell’amore contemporaneo. Con una prosa avvolgente e riflessiva, l’autrice ci guida attraverso un viaggio che esplora come le relazioni amorose si siano trasformate nell’era digitale e post-patriarcale.

Bandinelli, professoressa associata in Media and Creative Industries all’Università di Warwick, intreccia sapientemente ricerche accademiche, esperienze personali e conversazioni intime per delineare una mappa dei dilemmi amorosi odierni. Le sue riflessioni spaziano dalla libertà sessuale alla fluidità delle identità, interrogandosi su come queste nuove dinamiche influenzino il nostro modo di amare e di connetterci con gli altri.

Un tema centrale del libro è la dicotomia tra il desiderio di un amore passionale e la paura della sofferenza che spesso ne deriva. In un’epoca in cui le app di incontri promettono connessioni rapide e il consenso è al centro delle interazioni, Bandinelli si chiede: è possibile amare senza mai soffrire? E se l’amore “sano” e privo di drammi che molti cercano fosse, in realtà, una chimera che ci priva della profondità delle emozioni?

Attraverso le pagine, l’autrice affronta anche le contraddizioni insite nella libertà relazionale moderna. Siamo liberi di scegliere come e con chi instaurare rapporti, ma questa libertà porta con sé l’onere di definire continuamente le forme delle nostre relazioni. La monogamia etica, il poliamore e altre configurazioni diventano territori da esplorare, ognuno con le proprie sfide e interrogativi.

“Le postromantiche” non offre risposte definitive, ma invita il lettore a riflettere profondamente sul proprio modo di amare e sulle influenze culturali che plasmano le nostre aspettative. È un saggio che stimola la mente e tocca il cuore, incoraggiando una consapevolezza critica delle narrazioni amorose che ci circondano e di come possiamo, forse, riscriverle per noi stessi.

L’avvento delle dating app e l’integrazione dell’intelligenza artificiale in esse, che stanno ridefinendo il modo in cui le persone si connettono e instaurano relazioni; esse utilizzano algoritmi avanzati di IA per analizzare le preferenze, i comportamenti e le interazioni degli utenti, al fine di suggerire potenziali partner compatibili.

Ad esempio, applicazioni come Tinder, Bumble e Hinge sfruttano il machine learning per migliorare l’esperienza utente e aumentare le probabilità di successo negli incontri.

La diffusione delle dating app ha contribuito a veicolare un cambiamento culturale e sociale nei codici di corteggiamento, che si sono adattati alla grammatica più sintetica ed effimera della socialità digitale. All’interno delle dating app gli utenti, così come su qualsiasi altro social media, sono chiamati a escogitare nuove strategie e tattiche per presentare sé stessi, valutare la presentazione degli altri e produrre una versione di sé “che funziona” entro questi contesti. Questo comporta una risignificazione dei codici associati al relazionarsi con degli sconosciuti in prospettiva di un possibile incontro romantico o sessuale.

Come si fa a stabilire se un profilo è autentico? Come si fa a fidarsi, a capire con chi varrebbe la pena incontrarsi? Come è possibile leggere le intenzioni altrui attraverso i pochi segnali a disposizione? Ma soprattutto, è vero – come potrebbe sembrare – che le dating apps sono strumenti efficienti per incontrare potenziali partner?

D’altronde, questo è piuttosto esplicito negli slogan pubblicitari della maggior parte delle dating apps. Ad esempio, lo slogan di Tinder, “Match Chat Date”, riduce l’enigma dell’incontro amoroso a una semplice procedura in 3 passaggi; l’app Plenty of Fish accenna a innumerevoli potenziali partner mentre evoca il ritornello popolare su come affrontare la perdita e il fallimento nell’amore: “vai avanti, il mare è pieno di pesci”.

Indubbiamente, le dating app offrono agli utenti una serie di possibilità di scelta che si concretizzano nella reciprocazione dello swipe, l’oggetto tecnico attraverso cui, dentro la piattaforma, si esprime apprezzamento per un altro (o un’altra) utente. Si può dire quindi che le dating app enfatizzino una logica di gamification delle relazioni sentimentali, le quali vengono trasformate in una sorta di gioco che ricalca un certa logica consumistica.

Come sottolinea lo studioso americano Arrington Stoll, tutto ciò che gli utenti devono fare, è “identificare le loro esigenze, stabilire cosa offrono in cambio, comprendere il mercato degli appuntamenti, valutare le opzioni e, infine, scegliere la soluzione migliore in base alla loro analisi costi-benefici” (Stoll , 2019: 90).

Gli utenti sono ben consapevoli di questo processo, riconoscono la necessità di produrre una presentazione del sé desiderabile per distinguersi dai “concorrenti”, e agiscono secondo un tipo di razionalità più economica che romantica. Entro le dating app sono, in altre parole, dei piccoli imprenditori, che navigano l’incertezza di un mercato che possiede numerose analogie con le imprevedibili oscillazioni di quello finanziario.

A sostanziare questo approccio finanziarizzato all’amore entro le dating app è anche il funzionamento socio-tecnico di questi strumenti. Sono infatti i dati personali e i processi di matchmaking basati su algoritmi a regolare gli scambi sociali in questi contesti. Gli algoritmi ri-mediano, organizzano e coordinano lo scambio (potenzialmente) romantico tra utenti nelle dating app, producendo suggerimenti di possibili match a partire dai dati che la piattaforma ha raccolto sugli utenti stessi. Attraverso il processo di matchmaking basato su algoritmi, le dating app sistematizzano l’interazione tra utenti che si valutano a vicenda in base a determinati parametri.

Tuttavia, l’uso dell’IA nelle app di incontri solleva questioni etiche e di autenticità. Alcuni utenti utilizzano chatbot o programmi per comunicare al loro posto, creando interazioni potenzialmente ingannevoli. Inoltre, l’IA può contribuire a costruire rappresentazioni idealizzate che potrebbero non corrispondere alla realtà durante gli incontri faccia a faccia.

In conclusione, l’integrazione dell’IA nelle dating app sta trasformando le dinamiche delle relazioni moderne, offrendo nuove opportunità ma anche sfide. È essenziale che gli utenti siano consapevoli di questi cambiamenti e riflettano su come la tecnologia influenzi le loro connessioni personali.

Possiamo concludere dicendo che il grado di radicamento che tecnologie come le dating app hanno acquisito nella mediazione delle relazioni sentimentali punta verso una normalizzazione completa e totale dell’uso di queste app, soprattutto per le generazioni più giovani, come porta d’accesso abituale alle culture e alle pratiche dell’amore. Sembra quindi importante mantenere uno sguardo critico sui modi in cui la tecnologia è stata integrata in questi processi e rappresenta un motore importante di cambiamento culturale e sociale.

Inoltre, l’incontro tra l’utopia romantica, l’intelligenza artificiale e le app di dating crea un intreccio affascinante tra sogni d’amore, tecnologia e nuove dinamiche relazionali.

Da un lato, l’utopia romantica si fonda sull’idea che esista un’anima gemella predestinata, un amore autentico e travolgente che supera ogni ostacolo. È un concetto che permea la letteratura, il cinema e la cultura pop, alimentando l’aspettativa di un incontro fatidico e perfetto.

Dall’altro, l’IA nelle app di dating si basa su algoritmi, big data e machine learning per ottimizzare le probabilità di match tra le persone. Piuttosto che affidarsi al caso o al destino, queste piattaforme cercano di “calcolare” la compatibilità in base a preferenze, comportamenti e interazioni degli utenti.

Questa fusione tra romanticismo e razionalità digitale genera una serie di interrogativi:

  • L’IA può davvero aiutare a trovare l’amore? Oppure finisce per trasformare l’incontro romantico in un processo meccanico e prevedibile?
  • L’idea dell’anima gemella sopravvive in un’epoca dominata da swipe e matching algoritmico?
  • L’illusione della scelta infinita (grazie alla vastità degli utenti su queste app) aiuta o ostacola la costruzione di relazioni autentiche?

L’IA potrebbe persino spingersi oltre il semplice matchmaking, diventando un coach relazionale, un assistente virtuale che aiuta a gestire conversazioni, suggerisce argomenti o addirittura crea chatbot con cui interagire prima di affrontare un incontro reale.

Insomma, il romanticismo utopico e la tecnologia sembrano muoversi su binari opposti, ma il loro incontro sta ridefinendo il modo in cui cerchiamo e viviamo l’amore. La domanda finale resta aperta: l’IA può facilitare la nascita di sentimenti autentici o rischia di renderci spettatori passivi in un mercato dell’amore sempre più digitalizzato?

Bibliografia

  • Bandinelli, C. (2023). Le postromantiche. Sui nuovi modi di amare. Roma-Bari: Laterza.
  • Bandinelli, C., & Gandini, A. (2022). Dating apps: The uncertainty of marketised love. Cultural Sociology. https://doi.org/10.1177/17499755211051559
  • Reilama, M. (2024). Me, my AI boyfriend, and I: An ethnographic study of gendered power relations in romantic relationships between humans and AI companions. Retrieved from https://etd.ceu.edu
  • Stoll, A. (2019). The social exchange framework and online dating. In Hetsroni, A., & Tuncez, M. (Eds.), It happened on Tinder: Reflections and studies on internet-infused dating (pp. 78–91). Amsterdam: Institute of Network Cultures.

Fonti giornalistiche citate

Immagini generate tramite DALL-E

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