Le principali case discografiche del mondo hanno deciso di portare Suno AI e Udio AI in tribunale, accusandoli di violazione del copyright per il loro software di generazione di canzoni. Lunedì 17 giugno, la Recording Industry Association of America (RIAA) ha annunciato che etichette come Sony Music Entertainment, Universal Music Group Recordings e Warner Records hanno deciso di perseguire legalmente le startup Suno e Udio in quanto avrebbero utilizzato opere musicali esistenti di artisti celebri, da Chuck Berry a Mariah Carey, per alimentare i loro algoritmi di creazione musicale.
I casi sono stati depositati rispettivamente presso i tribunali federali di Boston e New York, con la richiesta di un risarcimento di 150.000 dollari per ogni brano utilizzato illegalmente. Suno AI, affiliata a Microsoft e con sede a Cambridge in Massachusetts, ha difeso la propria tecnologia sostenendo che è progettata per generare materiale originale e non per riprodurre contenuti preesistenti in modo diretto. Udio AI, invece, non ha ancora risposto alle accuse.
Il presidente della RIAA, Mitch Glazier, ha criticato le pratiche delle due startup affermando che il loro operato mina la promessa di un’IA innovativa e responsabile nel settore musicale.
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