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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’IA continua sbagliare

"Error" scritto con pedine da scrabble su sfondo rosa.

L’IA è in grado di distinguere tra verità e menzogna? Recentemente, Christopher Beam ha tentato di rispondere a questa domanda e per farlo ha scelto di utilizzare Coyote, un rilevatore di bugie basato sull’IA. Il risultato? Sua madre, che ha affermato di amare suo figlio Christopher, è stata giudicata ingannevole dal software, sebbene con un margine di errore significativo.

Coyote, sviluppato da Steven Hyde e il suo team, promette un’accuratezza dell’80%, basandosi su trascrizioni e analisi linguistiche. Tuttavia, i risultati non sono stati convincenti. Da Bill Clinton a O.J. Simpson, fino alle affermazioni stesse dell’autore di questo test, l’IA ha mostrato incertezza e inconsistenza, lasciando in sospeso la veridicità delle dichiarazioni.
La storia dei rilevatori di bugie è caratterizzata da svariati fallimenti e controversie, a partire dal poligrafo di inizio del XX secolo, fino alle moderne tecnologie basate su analisi linguistiche e comportamentali. Nonostante ciò, la promessa di un rilevamento delle bugie infallibile continua ad attrarre investimenti, soprattutto nel settore aziendale e delle forze dell’ordine.

L’uso di strumenti di rilevamento delle bugie basati sull’IA potrebbe portare a falsi positivi e a conseguenze gravi. L’espansione del settore, con aziende pronte a integrare queste tecnologie nelle piattaforme di incontri, nelle chiamate Zoom e nei dispositivi indossabili, solleva preoccupazioni etiche e pratiche.

Leggi l’articolo completo: MY MOM SAYS SHE LOVES ME. AI SAYS SHE’S LYING su theatlantic.com.

Foto di Ann H su Pexels.

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