Negli ultimi anni, l’IA generativa, esplosa con ChatGPT alla fine del 2022, è stata pubblicizzata come una tecnologia capace di trasformare l’esperienza del lavoro e potenziare la produttività. Tuttavia, sembrerebbe che gran parte di queste promesse non si siano ancora concretizzate. Al contrario, si sarebbe verificato un fenomeno inaspettato, le persone hanno iniziato a instaurare relazioni con i sistemi di IA, trattandoli come amici, amanti, mentori o persino terapisti.
Secondo alcuni ricercatori del MIT, come Robert Mahari e Pat Pataranutaporn, questo fenomeno, che può essere osservato come un esperimento effettuato su larga scala, evidenzia dei potenziali rischi di “dipendenza emotiva” dall’IA. Infatti, sono molti gli utenti che si sentono emotivamente legati a dei chatbot, manifestando sentimenti di affetto e di dipendenza.
I dati raccolti da un milione di interazioni su ChatGPT rivelano che l’uso più popolare dell’IA è destinato a giochi di ruolo erotici, al secondo posto si trovano invece le attività creative e divertenti, che però ancora non si sono tradotte in guadagni economici significativi, deludendo le aspettative iniziali degli investitori.
In alcuni contesti, come la generazione di codice o le ricerche online, l’IA ha mostrato limiti significativi con risultati inaccurati, evidenziando che la tecnologia è ancora lontana dall’essere pienamente affidabile.
Ad oggi, sembrerebbe esserci un disallineamento tra aspettative e realtà, il quale contribuirebbe a generare scetticismo e facendo intendere che i veri benefici dell’IA potrebbero richiedere anni per manifestarsi.
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Foto di Maxim Hopman su Unsplash.

