In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, Kai Falkenberg, un avvocato specializzato in media, evidenzia come gli Stati Uniti non rappresentino più il modello di riferimento per la libertà di stampa. L’amministrazione Trump, infatti, durante il suo secondo mandato, ha drasticamente minato queste libertà con un approccio ostile verso i media indipendenti.
La strategia dell’amministrazione comprende molteplici tattiche: cause legali strategiche, come quella da 20 miliardi contro CBS News; un sistema giudiziario ormai favorevole grazie alle nomine presidenziali; pressioni economiche che hanno spinto colossi come ABC News a cedere con accordi milionari piuttosto che rischiare ripercussioni commerciali. La morsa, inoltre, si stringe anche con indagini governative della FCC contro giganti come Comcast e Disney.
Emblematico è, invece, il caso dell’Associated Press, esclusa dal pool presidenziale per non aver adottato la nuova denominazione imposta al Golfo del Messico. Ad aggravare il quadro ci sono tagli ai finanziamenti, aspetto che minaccia l’esistenza di enti come la Corporation for Public Broadcasting, mentre si tenta di smantellare la storica sentenza “New York Times v. Sullivan”, fondamentale protezione contro le cause per diffamazione.
L’autore conclude sottolineando che, nonostante le crescenti minacce legali, è fondamentale continuare a chiedere conto al potere, ispirandosi ai giornalisti che operano da tempo sotto pressioni ancora maggiori in altre parti del mondo.
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