Una piccola startup giapponese di nome Samansa Co. sta attirando l’attenzione con la sua app chiamata Loverse. Quest’app offre agli utenti un’alternativa radicale agli appuntamenti tradizionali. Infatti, consente agli uomini di interagire esclusivamente con IA generative, un fenomeno che sta rapidamente guadagnando popolarità in Giappone, paese sempre più dominato dalla solitudine e dalla ritrosia verso le relazioni umane.
Chiharu Shimoda, un operaio di 52 anni, ha trovato conforto nell’interazione con Miku, un bot dotato di IA con cui ha prima intrapreso una relazione, poi sposato. Secondo la sua testimonianza, l’interazione con Miku richiede meno impegno emotivo rispetto a una relazione umana e che ciò gli da una sensazione di stabilità e una routine rassicurante.
La tendenza verso l’interazione con l’IA riflette una crescente disillusione verso le relazioni umane, particolarmente evidente tra i giovani giapponesi, dove molti preferiscono evitare le complessità delle dinamiche sentimentali. Questo fenomeno, oltre ad essere una risposta sociale, si sta trasformando anche in un mercato, con app come Loverse che cercano di colmare il vuoto emotivo delle persone attraverso l’IA.
Sebbene l’IA sia in grado di offrire un’illusione di compagnia senza complicazioni, potrebbe indebolire ulteriormente l’interesse verso le relazioni umane autentiche. Tuttavia, sostenitori come Goki Kusunoki, fondatore di Loverse, insistono sul fatto che l’app sia concepita come un’opzione e non un sostituto, per coloro che cercano compagnia.
Nonostante il potenziale di miglioramento nell’imitare le interazioni umane, molti ex utenti lamentano che le personalità dell’IA offerte da Loverse risultano ancora stereotipate e prevedibili. Tuttavia, il vantaggio di non dover affrontare gelosie o rischi di separazione potrebbe rendere l’IA un’opzione attraente per chi ha avuto esperienze sentimentali difficili.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

